A Mistretta l'antico rito di una
folle corsa, quella delle due Vare che d’inverno
dura circa un’ora ma che d’estate raddoppia percorso
e fatica. Le condizioni meteo favorevoli hanno
attirato a Mistretta, questo inverno, migliaia di
fedeli e curiosi oltre che studiosi delle tradizioni
che hanno affollato il corso e la piazza della
chiesa di San Sebastiano per tutto il pomeriggio.
Le vare trasportate di corsa girano per le strade
della cittadina, su e giù per Mistretta, con
indescrivibili fatiche per i portatori.
La festa di San Sebastiano di Mistretta di quest’anno
è stata onorata anche dalla presenza della Coppa del
Mondo di calcio, vinta dalla Nazionale di calcio
italiana in Germania
nel 2006. Centinaia di curiosi hanno fatto la ressa
per ammirarla all’arrivo dei carabinieri che la
scortavano e che la deponevano sul piedistallo,
blindata in un'urna di vetro.
A Tortorici la festa di San Sebastiano, si sviluppa
ogni anno in due momenti ben distinti. La festa di
gennaio, che viene detta anche “festa lunga” per le
sue tante espressioni pagane e di fede, si celebra
in più giorni del mese di gennaio e a maggio la
“festa corta”, che si celebra in un solo giorno.
Prima della canonica giornata del 20 gennaio, che
segna la festa vera e propria di San Sebastiano,
Tortorici vive due grandi momenti di tripudio
popolare dedicati al Santo. La “Bula” e la festa
dell’Alloro.
La domenica più vicina al 13 gennaio (quest’anno
proprio il 13 gennaio), i pastori, gli agricoltori,
gli armentisti, i popolani delle 74 contrade di
Tortorici, scendono a valle in piazza portando in
processione rami di alloro e trifoglio raccolti
sopra i monti. Variegata la tipologia dei rami, dai
più piccoli che vengono portati nel taschino della
giacca, ai più grandi che certe volte raggiungono
anche i tre metri di altezza. Giunti in piazza,in un
clima di allegria, si ballano tarantelle e vecchie
danze al suono di zampogne e fisarmoniche.
Dopo la processione di Sant’Antonio Abate (festività
che coincide con la festa dell’alloro) inizia la
lunga processione dei portatori di alloro che in
fila dalla piazza centrale, raggiungono la Chiesa
Madre.
Davanti al sagrato della Chiesa, i fedeli sfilano
davanti al cancello d’entrata dove il Parroco
benedice le piante che poi rimarranno attaccate ai
cancelli delle tante chiese, omaggio dei fedeli.
Emerge la cultura delle contrade di Tortorici,
spaccato importante della società oricense.
Quest’anno, grazie alla giornata di sole, più di
cinquemila, tra fedeli, curiosi, turisti e semplici
osservatori, hanno fatto da contorno alla festa,
preludio della festa vera e propria dedicata al
Santo e che si celebra, come ricordato, domenica 20
gennaio.
Per quel giorno giungono a Tortorici migliaia di
emigranti , provenienti anche dall’estero e
soprattutto dalla vicina Maniace, la città etnea,
fondata dai pastori di Tortorici che lì si erano
recati negli anni 50’ per pascolare le proprie mandrie. |
|
|
 |